I cani di piccola taglia, i soggetti brachicefali, gli animali anziani e quelli con denti affollati o malposizionati tendono ad accumulare più facilmente placca e tartaro. Hill’s segnala tra i fattori di rischio età, taglia e alimentazione; in particolare, i cani piccoli e con muso schiacciato possono avere denti sovrapposti o disallineati, più difficili da mantenere puliti.
Anche i gatti sono coinvolti: Royal Canin riporta che dopo i pasti i residui alimentari formano un sottile strato di placca sulla dentizione del felino che, con il tempo, si calcifica in tartaro e può favorire l’accumulo batterico.
La regola di base: prima la placca, poi il tartaro
La strategia più efficace non è cercare un prodotto “miracoloso” quando il tartaro è già evidente, ma creare una routine quotidiana che limiti l’accumulo di placca. Royal Canin Academy sottolinea che l’igiene orale domiciliare è raccomandata per limitare placca e tartaro e che lo spazzolino a setole morbide resta la strategia domestica più efficace; l’azione meccanica dello spazzolamento è più importante del dentifricio in sé, anche se un dentifricio appetibile per pet può migliorare la tolleranza.
Da qui nasce il senso dei prodotti oggi in commercio: alcuni lavorano per abrasione meccanica, altri con ingredienti funzionali, altri ancora facilitano la routine quando il cane o il gatto non accetta lo spazzolino.